Appunti per scene, costumi e personaggi
Atto I
La casa di Hansel e Gretel è un luogo dove i due bambini non possono soddisfare liberamente le proprie pulsioni e la povertà è la regola, tuttavia per loro è un luogo sicuro e amico. E' attraverso la fantasia che trasformano una stamberga che sta in piedi per miracolo nel luogo dei loro giochi. Gli oggetti della casa sono fonte di divertimento per i due fratelli che, non avendo giocattoli, devono arrangiarsi come possono con le scope, i secchi e quel che trovano per inventarsi i loro giochi.
Penso che sia utile ragionare in termini oppositivi rispetto alla casa della strega. La casa di Hansel e Gretel dovrebbe essere povera ma allo stesso tempo accattivante, desiderabile, non minacciosa. Mi vengono in mente quelle baracche, sapientemente architettate, che si vedono talvolta passando in treno. Casupole che fanno pensare alla caparbietà, all'ostinazione dell'uomo di tirare avanti, ma anche ad una condizione di estrema precarietà. Potremmo pensare di animare degli elementi della casa, come fossero visti dagli occhi dei due fratelli, che nonostante le ristrettezze in cui vivono possono sempre confidare nella fantasia. Quest' anticipazione dell'elemento magico legato al mondo dei bambini dovrebbe essere assente quando sono presenti gli adulti. Dovrebbe diventare una sorta di segreto tra il pubblico e i due protagonisti.
La situazione di partenza, come spesso nella fiaba, è realistica: due genitori in condizioni di estrema indigenza (“da sette giorni ad acqua e pan”) non sanno come provvedere ai loro figli. Il padre è fuori per lavoro e la madre è uscita pure lei in cerca di qualcosa da mettere in pentola per la sera ("il babbo fatica e pena, la mamma corre e pensa alla cena..."). Hansel e Gretel sono a casa e dovrebbero svolgere i loro lavori domestici ma iniziano a scherzare tra di loro, disobbedendo ai compiti che la madre aveva dato prima di uscire. Hansel ha fame, è insofferente, e nel quadro iniziale il motore principale dell'azione per lui sembra essere proprio la fame. La fame lo spinge ad abbandonare la fabbricazione di scope e a cercare del cibo. Il gioco con la sorella sembra distrarlo un po' dalle sue pene. Gretel da subito dimostra di essere più attenta al suo dovere (“Sta zitto e pensa a ciò che babbo e mamma ier cantò”), quasi da sorella maggiore, è la sorella più obbediente che non tarda a ricordare i moniti della madre e ciò che è giusto fare, ma che si lascia presto prendere dalla voglia di divertirsi e rimanda le proprie mansioni.
Atto II
Il bosco è la zona liminale che divide le due case, rappresenta l'inizio delle difficoltà per i due eroi. La prima tappa del difficile percorso iniziatico che Hansel e Gretel sono obbligati ad intraprendere. E' il primo passo verso una fase della vita nuova, sconosciuta. E' giusto perciò che l'oscurità sia presente simbolicamente sulla scena e che i due facciano esperienza per la prima volta delle loro paure, passaggio obbligato prima di affrontare l'ostacolo più grande: la strega.
Con il calare delle tenebre il bosco si popola di creature che i due protagonisti avvertono come antagoniste. Potrebbero essere elementi della natura o creature del bosco dall' aspetto minaccioso che poi si rivelano innocue e anzi amichevoli. Sandman e Rugiadino (sabbia e pioggia) non sono che due rappresentanti di questo mondo della natura e della fantasia che una volta conosciuto si rivela positivo.
Atto III
La casa della strega rappresenta il versante opposto della casa natale, l'apparenza dell' avvenenza, l'eccesso, la voluttà che nasconde orrori. Il marzapane non può stuzzicare oggi più di tanto i desideri di un bambino, tanto meno di un adulto. Mi viene in mente un tipo di pasticceria avvenieristica, una sorta di degenerazione dolciaria industriale un po' posticcia, piena di caramelle gommose, sofisticati cioccolatini e magari figure del bosco, animaletti.
I personaggi
Hansel è più selvaggio della sorella, di cui probabilmente è più piccolo. Si lamenta talvolta della pancia vuota, ma dopo poco si accende di gioia per nulla come fanno spesso i bambini. Mangerebbe i pidocchi in testa alla sorella, mangerebbe qualsiasi cosa, è particolarmente scalmanato ma vuole mostrarsi agli occhi della sorella all' altezza di ogni situazione. Dei due è quello che lotta di più per l'indipendenza e l'autoaffermazione.
Gretel ha un atteggiamento più maturo, più rispettoso delle regole, potrebbe essere la sorella maggiore. Sarà lei a salvarli dalla strega, ricorda al fratello ciò che è giusto e non tarda a riprenderlo o ammonirlo ma in realtà appena ha la possibilità di giocare non si fa scrupoli a lasciarsi travolgere dall' irruenza del fratello e diventare sua complice. Gretel è rispettosa delle regole e cerca di essere la degna sostituta della mamma.
La madre è chiaramente disperata. La miseria in cui vive l'ha resa depressa e irascibile, sfoga violentemente le sue frustrazioni sui bambini e li scaccia in un bosco che probabilmente sapeva essere mortalmente pericoloso, decisa a sbarazzarsi ad ogni costo di altre bocche da sfamare. Questa madre però si pente dopo poco e, rincuorata dal ritorno del marito, corre nel bosco a cercare i figli per rimediare al suo errore. La perdita del controllo nella disperazione, data dall’impossibilità di sottrarsi alla miseria, è la tematica di cui la madre è portatrice. Solo dopo si ribalta quest'immagine, quando arriveranno le buone nuove portate dal marito e si renderà conto dell' errore commesso, scacciando i bambini nel bosco.
Il padre è portatore di una baldanzosa saggezza popolare riguardo alla miseria e alla ricchezza nel mondo, sembra essere un uomo che reagisce alle sventure diversamente dalla moglie, con più energia e positività. Torna a casa cantando allegro, di un'allegria che alla moglie "puzza di osteria". Probabilmente beve spesso per alleviare la sua misera condizione. Noi lo troviamo in un momento di gioia reale, dopo aver fatto grandi affari, con un bottino di cibarie che daranno un respiro di sollievo alla povera donna. Nella melodia del motivetto popolare che canta, nei proverbi che cita si fa portatore di quell'elemento prettamente popolare noto in molte fiabe.
La strega dovrebbe avere in sè degli elementi di attrattiva per grandi e piccini, direi che l'immagine della vecchia befana è un po' antiquata e non fa più paura. La strega che si presenta ai bambini è esageratamente affettuosa, si trasforma in un vero e proprio mostro di sadismo, cinismo e volgarità, nei confronti dell' intrappolato Hansel e della povera Gretel, che decide di mangiarsi ancor prima dell'altro.
Federico Grazzini
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